Content Brand Journalism
DIFFERENZE TRA BRAND JOURNALISM E CONTENT MARKETING

Il frammentato panorama mediatico odierno offre alle aziende l’opportunità di comunicare direttamente con il proprio pubblico, costruendo visibilità, affinità e infondendo traino alle vendite. Per raggiungere il punto più alto del successo nel marketing funnel è però necessario che le organizzazioni adottino un approccio più giornalistico nella creazione delle loro storie.
La rivoluzione digitale, che ha messo in discussione i tradizionali modelli sociali, ha creato nelle aziende la necessità di costruirsi una identità culturale solida, su cui le persone possano far ricadere le proprie aspettative. Per questo, attraverso il Brand Journalism e Content Marketing,  realtà come animaincorporation.it  ad esempio, mirano a fornire ai clienti una consulenza per l’identità culturale dell’azienda, un elemento che, nella nostra epoca, può fare la differenza.
In tale contesto si inseriscono appunto il content marketing e il brand journalism, due strategie di marketing implicate nella trasmissione di informazioni utili e interessanti all’audience, ma con importanti differenze in termini di risultati prefissati.

Content marketing

Il content marketing è la pratica di realizzare contenuti rilevanti e avvincenti per un pubblico mirato, concentrandosi su tutte le fasi del processo di acquisto, dalla brand awareness al marketing del passaparola.
Anche se il content marketing si prefigge di generare lead, non dovrebbe essere percepito come un mero annuncio pubblicitario ma come condivisione di informazioni di valore per il target di riferimento per istruire i potenziali clienti, più che sui prodotti, su argomenti che supportino fortemente ciò che si vende.
L’obiettivo è quindi quello di aumentare la domanda di un prodotto o servizio attraverso utili informazioni.

Brand journalism

Con il diffondersi dei nuovi media e il crescente bisogno delle aziende di raccontarsi in modo più personale, la figura del giornalista è cambiata, diventando spesso narratrice di storie d’impresa.
Molte aziende assumono giornalisti freelance oppure hanno redazioni interne in grado di creare contenuti in stile editoriale che coinvolgano il pubblico. Le storie devono connettersi ad un livello personale e creare un’impressione favorevole del brand.
Qualcuno potrebbe obiettare che il brand journalism sia fazioso in quanto è fatto da un marchio con l’intento di vendere prodotti o servizi, ma in realtà questa strategia di marketing risponde alle esigenze dei consumatori, i quali desiderano che le aziende dimostrino riguardo verso i propri bisogni.
Se fatto bene, dunque, il b. j. permette alle aziende di entrare in contatto con i clienti in modo più intimo e personale rispetto agli annunci tradizionali, diventando delle news corporation che offrono contenuti utili alle community di riferimento, spodestando il content marketing per lasciare il posto ad un giornalismo consapevole.
L’obiettivo del brand journalism è di raccontare storie che trasmettano la personalità del marchio e che sappiano generare lead e conversioni.

Conclusioni

Il brand journalism è una strategia di marketing che va ben oltre la creazione di riconoscibilità di marca. Narrare le storie d’impresa in modo avvincente, mantenendo il focus sull’audience, può creare affinità, credibilità e, se affiancato a ricerche e strategie sociali, può produrre una visibilità online duratura.
Il content marketing e il brand journalism sono pratiche diverse ma una non esclude l’altra; comprendere le loro differenze può aiutare a definire specifici e misurabili obiettivi commerciali.